Uno dei compiti fondamentali dell’educazione ambientale è
quello di saper inscrivere le proprie osservazioni particolari in un sistema
più ampio che comprende tutti gli esseri viventi di un ambiente. Che si passeggi
per un bosco, una spiaggia o per un parco cittadino splendido come quello della
restera, capita di trovarsi nel campo visivo
la presenza di animali e di piante. Come li osserviamo, come li
sentiamo?
L’idea di disegnare animali e piante non può prescindere dal conoscere le regole di una vera osservazione, le regole del rispetto verso lo spazio comune, verso l’ambiente, naturale o artificiale che sia.
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| Spiegazione del corso e preparazione delle tavolette a supporto dei disegni. |
Anzi fermarsi e disegnare significa
dedicare tempo ed attenzione all’osservazione, saper fare la scelta di un
soggetto naturale che condivide con noi lo spazio e lo influenza, come un
animale o un albero. Disegnarlo quindi vorrà dire valorizzarne la presenza e
farlo nostro. Capire le funzioni biologiche e sistemiche che svolge insieme
agli altri esseri, noi compresi, vorrà dire meravigliarsi per le sue forme,
quindi riprodurle per fissarle nella memoria nella prospettiva di un rispetto
maggiore verso il paesaggio e l’ambiente.

Il rispetto è dato dalla conoscenza, e
la conoscenza dall’attenzione.
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| Per la prima uscita abbiamo deciso di disegnare piccoli elementi naturali che possano facilmente essere osservati e disegnati così come li si vedono. |

Anche l’ombra fuggitiva di un uccello che ad occhi inesperti non è più che un frullo d’ali può permettere con un po’ d’esperienza di riconoscerne il jiiz, cioè quel rapido movimento, quell’indefinibile tratto distintivo che lo riconduce ad una specie. Ecco allora che disegnare significa ricostruire e sapere come mettere a fuoco quell’esperienza di un istante che è a volte il passaggio di un animale.
Disegnare la natura, curare un proprio
taccuino, per i giovani naturalisti può dunque avere il valore di un diario di
ricordi ambientali, del perché e del come di un paesaggio attraverso
l’esercizio della mano e del cervello.
Oppure al massimo può essere, nel caso
di una visita guidata, un piacevole
momento di percezione-osservazione della natura all’aria aperta, condotti da
qualcuno che ha già fatto questo percorso e può raccontare in modo divertente
la sua esperienza.
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| Alcune valenti prime pagine di taccuino naturalistico. |















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